THE KINGDOM OF GOD IS FOUNDED ON STONE REJECTED BY THE BUILDERS
     
 

Circolare 73

Scuole per Rohinjan   

p. Carlo Torriani PIME

Carissimi amici

dopo due circolari sul problema delle conversioni e dopo la mia confessione di non aver mai convertito nessuno, nel senso di non aver fatto cambiare religione, forse vi siete fatti l’idea che io abbia paura di confessare la mia fede o di parlare di Gesù, allora eccovi l’occasione in cui, dopo aver fatto, ho potuto anche parlare o proclamare a tutto il villaggio.

Ogni mattino 43 bambini escono dal nostro ashram, Swraga Dwar (SD), per andare a scuola nel villaggio di Rohinjan. Siccome i nostri bambini sono un po’ speciali e non sono originari del villaggio, non è sempre stato facile farli ammettere alla scuola. Iqbal, per esempio, non siamo mai riusciti a farlo ammettere. Mohan è stato mandato via quando la maestra ha scoperto che aveva ulcere ai piedi. Altri sono stati bocciati ed hanno dovuto ripetere.

Quando le autorità del villaggio vennero a chiedermi un aiuto per aggiustare il tetto della scuola che faceva acqua, capii che era il momento per prendermi la rivincita. Era anche l’anno in cui stavamo per iniziare Florin Balashram che avrebbe fatto aumentare i nostri bambini da 10 a 40. Allora lanciai l’idea: “Se volete possiamo ricostruire le vostre due scuole, ma a due condizioni:

1. Nelle vostre scuole dovete ammettere qualsiasi bambino sotto i 15 anni, sia ricco, sia povero, sia dalit, sia tribale, sia sano sia handicappato sia di Swarga Dwar sia di Florin Balashram.

2. Per assicurare questo, nel vostro consiglio di amministrazione ci deve essere un membro di SD.

Prima, col contributo della Caritas Ambrosiana, abbiamo ricostruito la High School con una spesa di 190.000 € che fu inaugurata il 9 gennaio 2007 da Don Roberto Davanzo, direttore della Caritas ed Alberto Minoia, responsabile dei progetti estero. Poi ricostruimmo la Primari School, con una spesa di 80.000 € (col contributo parziale di una eredità di Tecla Anna Villa)  che fu inaugurata lo scorso 18 dicembre 2007. A questa funzione erano presenti varie autorità civili e politiche, Sanjay Kelkar, MLA membro dell’assemblea legislativa dello stato del Maharashtra, Janardhan Patil, Up Sarpanch, R.C. Gharat, membro del National Congress Party, Balasheb, presidente distrettuale del Bharatiya Janata Party. C’erano anche giornalisti e fotografi. Lok Mat, un quotidiano in lingua marathi, pubblicò una foto con la notizia, riportando parte del mio discorso: “La scuola primaria della Zilla Parishad di Rohinjan fu ricostruita da Swarga Dwar per poter far posto a tutti i bambini. ogni bambino sotto i 15 anni ha diritto di andare a scuola. I bambini non devono essere mandati a lavorare o trattenuti a casa per lavori domestici. E questa scuola deve essere aperta a tutti.”

In India il simbolo della sapienza è rappresentato dalla dea Saraswati che viene onorata all’inizio dell’anno scolastico, come all’inaugurazione della scuola. Partecipai anch’io alla puja, offrendo incenso e fiori all’immagine di Sraswati. Pensai che la sapienza di Dio si può manifestare con nomi e simboli differenti a popoli differenti.

Ma quando venne il mio turno di parlare spiegai che sono venuto in India per manifestare l’amore che Dio ci ha rivelato in Gesù Cristo…e la scuola che stiamo inaugurando è un segno dell’amore di Dio per i bambini. Ho detto che settimana prossima ci sarà il Natale (che in India è festa nazionale) ed, in quella occasione, i cristiani si scambiano doni. Questa scuola è un dono di  Gesù al villaggio di Rohinjan. Noi sulla targa d’inaugurazione abbiamo scritto: “I bambini di Swarga Dwar hanno donato questo edificio scolastico ai bambini di Rohinjan” Così i nostri bambini non si sentiranno più alunni ospiti ma alunni benefattori.  Tutto questo è stato possibile anche grazie ai contributi delle adozioni a distanza.

A conclusione vorrei riportare quello che ha detto il Papa all’udienza generale del 10 gen 2007 parlando di Santo Stefano. “La storia di Stefano dice a noi molte cose. Per esempio ci insegna che non bisogna mai disgiungere l’impegno sociale della carità all’annuncio coraggioso della fede. Era uno dei sette incaricati soprattutto della carità. Ma non era possibile disgiungere carità e annuncio”.